Quando ho scoperto di essere incinta

“Mi sentivo confusa, stordita, impaurita…”, oppure “una gioia mai provata…”, esultazione e paura, eccitazione e sgomento. Chi non ha attraversato un fluire di felicità e ansia, mille dubbi e domande?depositphotos_17448379-stock-illustration-silhouette-of-couple-pregnant-woman

“Ce la farò?”, “Era questo il momento giusto?”, “Tutto cambierà…”.

Anche il futuro padre può riferire vissuti simili: incredulità, stupore, gioia, smarrimento davanti alla prospettiva di diventare genitore.

Inizia la gravidanza ed inizia un percorso in cui ogni donna entra in contatto con la propria idea intima di maternità, si presentano fantasie, sogni, progetti, paure, mentre il corpo comincia a cambiare.

Se il figlio è stato cercato, ci si risveglia dal sogno di volere un figlio all’avere un figlio: la realtà si presenta come evento irreversibile.  Si entra in uno stato di grazia, si sperimentano nuovi modi di stare con l’altro, e riaffiorano esperienze arcaiche, dall’essere accolta nelle braccia della propria madre al sentire la propria forza con e senza l’altro.

Se si è alla seconda o terza gravidanza possono esserci nuove e vecchie paure: la paura di non farcela, di perdersi nella stanchezza, nella fatica, l’idea di tradimento del figlio, sfiducia nella capacità del bambino di attraversare e superare la sofferenza/gelosia verso il fratellino. E invece gli affetti poi si moltiplicano, si generano nuovi legami.

Insomma è tutto un prepararsi alla trasformazione, un pre-contatto tra madre e bambino e un’esperienza di crescita della coppia che dall’alcova inizia a costruire un nido, a creare progetti di maternità e paternità.