Cosa significa cura responsabile

genitori-innaffiano-figli-di-cuoriLa responsabilità fa parte della relazione genitori-figli perché tale relazione non è di tipo paritario ma è asimmetrica e quindi implica una chiara responsabilità educativa dell’adulto nei confronti dei giovani. Il “tipo” di responsabilità cambia però nel tempo, con la crescita dei figli.

Per esempio dopo la nascita, la cura responsabile consiste fondamentalmente nell’assicurare una continua protezione al neonato, nel fornirgli una “base sicura” che gli permetta di regolare le sue funzioni psicofisiche in rapporto al contesto in cui si trova. Il neonato e il bambino piccolo sono dipendenti dall’adulto e hanno bisogno di vicinanza.

Successivamente emergono invece bisogni di autonomia, di ricerca e affermazione della propria identità e richiedono quindi un atteggiamento flessibile di vicinanza/lasciar andare, di rassicurazione e spinta verso il nuovo.

La cura responsabile dunque prevede la compresenza di aspetti affettivi (protezione, calore, coccole) e aspetti normativi (regole, spinte emancipative, limiti).

Sono stati individuati due atteggiamenti principali dei genitori verso i figli: l’accettazione, che consiste nel riconoscere il figlio per quello che è, valorizzandone le qualità personali senza pretendere di modellarlo secondo i propri criteri; e il controllo, che consiste nel guidare e stimolare il figlio sia sul piano psicologico che su quello comportamentale.

Il controllo senza accettazione dà origine allo stile educativo autoritario che può provocare nel figlio egocentrismo, bassa autostima e un atteggiamento negativo verso il mondo. L’accettazione senza controllo produce uno stile permissivo per cui i figli si sentono lasciati soli, senza sostegno e riferimento nelle proprie scelte. Un elevato livello di accettazione e di controllo caratterizzano invece lo stile autorevole, un equilibrio tra la funzione di guida e quella di sostegno dei genitori.

Questo stile educativo privilegia la lettura dei bisogni del figlio (non necessariamente il loro soddisfacimento), immedesimarsi e incoraggiarlo, e il distacco di chi sa porsi come guida e riferimento. L’autorevolezza prevede infatti vicinanza emotiva e fermezza su alcune questioni e regole di fondo. La regola non va fatta rispettare facendo leva sulla compiacenza o mediante ricatti, ma gradualmente e in modo consono all’età, mostrando il valore insito in essa, per sé e per gli altri.

Il compimento del percorso educativo si attua quando ai giovani si riesce a trasmettere il messaggio che “ciò che vale è anche ciò che piace”, cioè si riesce ad educarli alla passione per l’impegno e al piacere della responsabilità”.